In attesa del riepilogo di giornata di una domenica, quella del 22 aprile, nella quale l’Avis Verag Prato si è schierata in tre eventi più l’impresa in monopattino di Illiano Strato, pubblichiamo questo flash di Carlo Carotenuto per la sezione “Racconti Verag”.

Gran Fondo Val di Cecina, un classico. Ho avuto anche la fortuna che l’hanno rinviata, altrimenti per impegni di lavoro familiari non sarei potuto andare nella data originale dopo essermi iscritto già all’apertura iscrizioni, lo scorso inverno. Siamo un bel gruppetto Avis Verag. Io però parto il sabato perché ho amici comuni con la mia compagna che ci ospitano. Peraltro sono in prima griglia, gli altri della squadra in seconda. L’idea è fare il corto di 84 km e oltre 1000 metri di dislivello, tirato dall’inizio alla fine, per vedere l’effetto che fa. E anche questo mi differenzia dagli altri che hanno programmato il lungo di 130 km e circa 1600 metri di dislivello, cosa che mi ha lasciato il dubbio fino a quando sono uscito di casa partendo direttamente da Vada in bici. E’ in quel momento che decido definitivamente per il corto, anche perché l’idea era portare il piccolo al mare, vista la splendida giornata, e stare anche un po’ di più in famiglia. Arrivo in griglia e sono l’unico con la maglia Avis Verag indosso. Mi volto più volte alle spalle per vedere se scorgo i compagni di squadra, ma c’è già un muro di ciclisti di altre squadre schierati in prima fila in seconda griglia. Faccio una foto e la metto sul gruppo, risponde Andrea Gelli, a modo suo: “Tanto ti si ripiglia…”. Ecco la scintilla che mi fa sentire in squadra, anche se sono “da solo”, attorniato da maglie di altre società. “Magari, rispondo io, così mi metto a ruota”. Poi dopo poco aprono i cordoni delle griglie. La seconda griglia avanza, di fatto si unisce alla nostra. Poi aprono anche lo spazio che ci divide dalla griglia d’onore e avanziamo ulteriormente tutti. Di fatto si partirà tutti insieme.
Ecco il via! Ci sono dieci chilometri prima della prima salita, mentre al ventesimo chilometro c’è la deviazione dei percorsi. Comincio a remare in mezzo al plotone, con stop and go frequenti per le prime rotatorie e spartitraffico. In diversi mi superano, alcuni li sorpasso anche io, ma non ho trovato ancora il ritmo giusto. Al che vedo avanti a me di una quindicina di metri una coppia in maglia Avis Verag che evidentemente mi ha appena passato e che sta risalendo il gruppo come un salmone controcorrente, in fila indiana perfetta. Sono Gelli e dietro di lui, Simone Slavina “il pilota” Avella. Ecco la mia salvezza! Aumento vattaggio e frequenza, non devo perdere il treno. Quando li aggancio Simone come se percepisse una presenza amica si volta, mi vede, e ci sorridiamo ammiccando. (“Vedi, ci sono!”)  Davanti a lui Gelli pare Sagan, dribbla tutti. Simone attaccato a un centimetro, fisso. Io ogni tanto perdicchio le loro ruote, ma sostanzialmente resto agganciato. Ci sono due frenatone del gruppo per strettoie, Simone passa davanti, e Gelli dietro. Mi trovo come in una moto riprese al giro d’Italia e mi godo lo spettacolo. Anche Avella è un Sagan, che spettacolo questi due! Quando comincia la prima salita torna davanti Gelli. Nel traffico io mi stacco, sono costretto ad andare dall’altra parte della carreggiata. Ma li tengo d’occhio. Intravedo davanti a loro anche la sagoma di un altro marpione del gruppo Avis, il mito, Riccardo Ceccatelli. Poi la salita si fa più dura e il gruppo si sgrana un po’. Con le pulsazioni sempre a tutta risalgo strada e raggiungo nuovamente Avella. Qui arriva un’altra sorpresa, ma non per me. Spunta la sagoma di Filippo Martini. Filippo è un anno che lo seguo con attenzione su Strava, fa allenamenti mirati, si è creato un programma. Venerdì l’ho ritrovato in gruppo sulla salita del San Baronto e per quanto io salissi con un po’ di freno a mano tirato per non “sfondarmi”, la sua consistenza l’avevo percepita. Ma torniamo a Cecina… Saliamo su, tutti e tre, allo scollino sono davanti io, poi in discesa Simone, inevitabilmente, mi passa e pure Martini, che ha fatto scuola sui passi dolomitici in questi anni. Nella pianura che porta alla deviazione dei percorsi siamo noi tre, più Gelli e Cecca già davanti. Prima della deviazione avverto Simone: “Io giro per il corto!”. Quasi a tranquillizzarlo come un fratello fa a un altro fratello prima di partire per un viaggio. Anche questo è spirito Avis.
L’esito finale di come è andata la gara lo troverete nel resoconto di giornata, ma una cosa va detta (e di nuovo tanto di cappello). Gelli il primo al traguardo degli Avis Verag sul lungo ha fatto il percorso alla stessa mia media di 34 all’ora! Chapeau!
Anche questo è Avis Verag Prato.