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il diario di Diego Clemente

Eravamo partiti in 13 (come quelli dell’ultima cena) nel 2006. Ecco i nomi degli intrepidi viandanti: Frodo, Aragorn, Boromir, Gandalf… (scusate volevo dire Diego), Gigi, Il Primario, il Tocca, Giacomo, Magnum, Fragello, Ser Gino, L’Entrenador, Nicola, Jacopo, Simone e Pierluigi. Di questi solo 7 valorosi hanno compiuto tutti i viaggi successivi. Talvolta qualche occasionale pellegrino ha condiviso con loro il percorso o parte di esso (Francesco, Niccolò, Franco, Silvano). Per quest’ultima impresa sono rimasti in 6.
Ma chi ha partecipato anche a un solo viaggio o chi li ha accompagnati per qualche tratto di cammino fa parte della loro storia e resta indimenticabile.
Dopo aver fatto tutta la via Francigena da Canterbury a Roma fino a Brindisi, avrebbe dovuto essere Gerusalemme la destinazione finale del nostro itinerario in questo decimo anniversario.

Invece il Gran Consiglio del G7 al completo ha voluto che il decennale fosse celebrato là dove tutto aveva avuto inizio, vale a dire Santiago de Compostela. E così è stato. Armati solo delle nostre credenziali, abbiamo rispolverato le bici e siamo partiti.

Essendo il camino, oltre che una avventura, una metafora della vita non potevano mancare gli imprevisti e le difficoltà. Infatti e purtroppo, Ser Gino si infortuna alla vigilia della partenza, e così anziché 7 (come i magnifici nani) restiamo in 6 (ma uno non vedrà Fatima) a dover affrontare i rischi della missione. I sei impavidi non si tirano indietro. Sanno cosa li aspetta: affrontare 600 km di strade in cui non esiste la pianura, dovendo, per di più, seguire le indicazioni al contrario perché loro andranno da Santiago a Fatima mentre la direzione ufficiale del camino è quella da Fatima a Santiago.

Non sanno, invece, che nel corso del camino dovranno superare prove molto difficili

  • Il tormento della pioggia di Lourdes ovvero l’acqua che non bagna: ma solo chi ha avuto fede resterà asciutto. Chi non si è fidato e ha indossato l’impermeabilino invece si ammolla di brutto.
  • Le tentazioni di Santiago: isolati, rinchiusi ognuno in una cella unipersonale e priva di servizi nel famigerato Seminario Menor, i nostri hanno dovuto combattere, fino quasi a scoppiare, contro le tentazioni provocate dalla incontinenza notturna. Solo il dormiente poteva resistere. Qualcuno ha trasgredito?
  • I sessanta denari. A Caldas de Rei c’è stato l’episodio dei 60 denari. In seguito a ciò i numi, infastiditi, hanno ottenebrato il senso d’orientamento dei pellegrini e a Pontevedra qualsiasi strada prendessero, essi tornavano sempre allo stesso punto di partenza. Solo l’aiuto del santo patrono ha fatto sì che potessero arrivare a Redondela.
  • Il caldo e gli incendi, il nulla di Rubiaes: i nostri eroi soffrono la sete, l’odore acre del fumo irrita la gola. Nel deserto di Rubieas la temperatura è così alta da incenerire il Garmin (poco male perché tanto i nostri lo credono al servizio del nemico e giá non gli davano ascolto). L’acqua nelle borracce è a bollore e si teme per i telai in carbonio.
  • La cattiva novella: sempre nel deserto di Rubiaes il primario apprende dall’oracolo Samsung la notizia che lo costringe ad interrompere il camino.
  • La sedia vuota: a Barcelos abbiamo imparato a nostre spese la dura regola della sedia vuota.
  • Ad Oporto il primario ha chiesto di essere abbandonato al suo destino e siamo rimasti in cinque.
  • L’interminabile veglia: A Coimbra i fantasmi della notte e le finestre aperte non ci lasciano dormire. A Tomar dobbiamo mangiare il baccalà in giardino.
  • Il sentiero impossibile: per arrivare a Fatima qualcuno ci ha confuso  le menti e ci siamo ritrovati in un interminabile sentiero, difficile anche per le capre. Come per un fato contrario, quando pensavamo di essere arrivati, il sentiero riprendeva ad inerpicarsi. Dopo ore di cammino con le bici in spalla ormai disperavamo di uscirne vivi. Ma la fede nel patrono ci ha consentito di superare la prova.
  • I guardiani di Fatima: l’ultima prova consiste nello scontro con i guardiani del tempio di Fatima. Uno dei nostri eroi viene preso in ostaggio. Purtroppo non poteva difendersi perché privo della cintura magica. Per liberarsi ha dovuto pagare una taglia di 120 denari.

Ma ecco il diario di bordo:

Santiago –Fatima km 541
Partecipanti: Anichini, Cleme D., Colzi, Gelli, Magni, Toccafondi. Assente Rosi.

4/8/16 ore 6,00 partenza da Prato. Destinazione Lourdes.
Ore 19,30 arrivo a Lourdes. Pernottamento all’hotel Atrium in rue de Pelegrinen.
Dopo cena, sotto una pioggia battente,  partecipiamo alla S. Messa davanti alla Grotta.

5/8 da Lourdes a Santiago
Ore 7 sveglia. Colazione alla francese (caffè al bar e pasta dal fornaio). Ore 8 partenza per Santiago. 18,30 arrivo a Santiago. Cena al caballo branco e, dopo, sorteggio dei turni di servizio sul furgone . Per consentire a tutti di pedalare ogni giorno, stabiliamo che a metà di ogni tappa ci daremo il cambio alla guida. Pernottamento al Seminario Menor in cella singola senza bagno. Però c’e un lavandino che in caso di emergenza…

6/8 da Santiago a Redondela km 102
Inizio del Camino. Partenza da Santiago ore 8. Pranzo a Caldas de Rei dove avviene l’episodio dei 60 denari. Qui Alberto sostituisce Gigi alla guida del furgone. Fa molto caldo. A Pontevedra, per seguire le freccine gialle a rovescio, perdiamo l’orientamento. Arrivo a Redondela alle 18,30. Pernottamento alla casa da herba in camerata da 16 letti.

7/8 da Redondela a Barcelos km 109
Ore 6,30 sveglia. Ore 7,30 partenza (senza colazione perché, in Spagna, i negozi aprono più tardi). Diego guida il furgone fino a Rubiaes, con tappa intermedia a Tui. Dopo la sosta di Tui si entra in Portogallo e si cambia fuso orario: un’ora in meno rispetto alla Spagna, un’ora in più a nostra disposizione. Dopo il confine abbiamo trovato le prime frecce azzurre (e il simbolo della spirale) che indicano il camino di Fatima. La soddisfazione del Gelli per averle individuate é stata tale che ci ci ha convinto: non è vero che la felicità non esiste.
L’Appuntamento successivo con il furgone è a Rubiaes, in piena campagna (praticamente nel nulla). Fa molto caldo e il percorso è ondulato. Per fare 50  km i ciclisti impiegano 7 ore. Gigi ha forato, Alberto apprende che il suocero è grave e che deve rientrare urgentemente a Prato. Restano in due a pedalare (Tocca e Gelli) da Ponte de Lima, ancora una bella salita, fino a Barcelos dove è fissato il punto tappa. Qui Diego rompe le scarpe da tempo libero ed il Garmin smette di funzionare (forse per l’alta temperatura). Barcelos è famosa per il gallo che poi è diventato il simbolo del Portogallo. Si tratta di una leggenda uguale a quella di San Domingo della Calzada, in cui un innocente condannato a morte viene salvato dal canto di un gallo arrosto.

Pernottamento all’hotel Bagoeira. Festa in paese, ci fermiamo a bere al tavolo di un bar ma commettiamo l’errore di lasciare una sedia vuota accanto a noi, così chi passa può sedersi e bere a spese nostre. Poi ricca cena al ristorante Galliano. Nel summit serale decidiamo che, da domani, faremo la pausa pranzo più lunga per evitare di pedalare nelle ore più calde.

8/8 da Barcelos a San Joao da Madeira km 98.
Ore 5,30 Magni e Gigi accompagnano il primario all’aeroporto di Porto. Rimaniamo in 5 sul camino. Tocca è sul furgone per la semitappa di Porto, poi guiderà il Gelli fino a Sao Joao do Madeira. Cerchiamo di seguire le frecce. Il percorso è prevalentemente in salita, lieve ma costante. Arriviamo a Porto, città bellissima ma scoscesa, già in ritardo sulla tabella di marcia. Qui facciamo sosta pranzo (assaggiamo la famosa francesinha). Siamo sullo spettacolare lungofiume e possiamo ammirare il ponte Dom Luis, simbolo della città. Dopo Porto Magni fora. Ci fermiamo spesso a bere nei bar che incontriamo lungo il tragitto. Per recuperare prendiamo la statale. Arriviamo comunque tardissimo, cena al ristorante Bacana e riposo all’hotel Resid. Solar. Tappa molto dura per dislivello e caldo africano.

9/8 da San Joao da Madeira a Coimbra km 103.
Ore 7,30 colazione, ore 8,25 partenza. Gigi guida fino ad Agueda poi Gelli fino a Coimbra. Arrivo a destinazione ore 20. Anche Coimbra è arroccata su un colle. É molto bella, fatta di ripide stradine e di piazzette piene di storia. Cena ristorante Calado a base di sardine. Pernottamento hostel Serenada nel centro storico vicino a una cattedrale templare.
Tappa di 103 km non durissima ma all’hostel si dorme poco per rumorosità notturna dei turisti.

10/8/16 da Coimbra a Tomar km 94.
Sveglia ore 7, colazione 7,30 e partenza alle 8. Diego è sul furgone fino Ansiao, poi alla guida subentra Magni fino a Tomar. Ad Ansiao Gigi sale sul furgone. Tappa quasi tutta su sterrato seguendo il percorso ufficiale. Da Alvaiazere abbandoniamo le frecce e riprendiamo l’asfalto. Arriviamo abbastanza presto, così abbiamo il tempo per visitare Tomar e per degustare la sua famosa Sangria (imperdibile). Cena al ristorante  Jarden a base di baccalà. Pernottamento all’hostel 2300 Thomar a 17 € a persona.

11/8/16 da Tomar a Fatima km 35 e 800 m. di dislivello
Sveglia ore7, colazione 7,30 e partenza ore 8,30. Visita al castello dei templari di Tomar dove scopriamo esempi di arte manuelina(?). Nel frattempo a Fatima, Claudio prende una multa da 120 € per parcheggio senza cintura. Noi ripartiamo da Tomar: strada sterrata ,acquedotto romano,  e poi fatal error!! imbocchiamo l’impossibile sentiero “strappaporpe”. Disperazione e Sfinimento fisico, fa caldo, bici in spalla e non abbiamo più acqua. Ovviamente in questo luogo non c’è anima viva. Siamo allo stremo ma all’improvviso, così come era cominciato, il sentiero finisce. Siamo arrivati in cima al monte e la strada ridiventa pedalabile. Appena possibile sosta pranzo. Arrivo a Fatima ore 14,30. Alloggiamo all’albergo Lux Fatima Park. Dopo la doccia ci rechiamo al Santuario. Acquisti di rito e cena al ristorante Manhas, conto per 5: 108 €. Dopo cena al Santuario fiaccolata dei fedeli e poi a dormire.

12/8/16 da Fatima a Barcellona (Km 1100)
Sveglia ore 5,30, partenza ore 6 con sacchetto colazione fornito dall’albergo. Arrivo a Barcellona ore 21 pernottamento all’hotel Ronda Lesseps. Parcheggiamo il furgone e ci spostiamo in Metro. Cena da 160 € a base di paella nel ristorante Tramoia. Quindi passeggiata nelle ramblas, visita al porto, statua di Colombo e Sagrada Familia. Rientro in albergo ore 2.

13/8/16 da Barcellona a Prato
Ore 7 sveglia, 7,30 colazione, 8 partenza. Ore 20,30 arrivo a Prato. Fine

Commento: Elogio della lentezza.
“Il vero viaggiatore non è colui che si sposta e macina chilometri, ma colui che si affaccia sul flusso della vita e ne trae delle storie. Il viaggio non è spostamento assoluto dal punto A al punto B, ma spostamento relativo.” Dunque anche un uomo immobile può essere viaggiatore e, di conseguenza, narratore. La velocità dilata lo spazio anziché restringerlo. (Non l’ho detto io, l’ho copiato da Repubblica e non mi ricordo di chi è).

CONSIDERAZIONI
Quando siamo arrivati alla meta, pur andando da pianisti, mi è sembrato di aver fatto troppo presto. Tutti i km fatti parevano pochi e pochi erano stati i giorni di viaggio, il Portogallo era diventato piccolo. Da dove nasceva questa sensazione? Era un effetto della saudade: avrei voluto che il pellegrinaggio continuasse un po’ di più. Così per riviverlo ripensavo ai dettagli dell’itinerario, locande, crocicchi, campi di formentone, le discussioni filosofiche ecc. I ricordi, nonostante l’età, erano nitidi. Troppo nitidi. Com’era possibile? Allora ho capito che questo era merito del nostro modo di viaggiare da pianisti. La lentezza dei nostri spostamenti aveva permesso di fissare un pezzo di mondo nella mia memoria meglio di una fotografia.

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